(UN)root Day

Aggiornato il 16 Maggio 2012!

Non c’è niente di epico e vittorioso quando, dopo tanta fatica fatta per ottenere il root, per avere una custom rom e per aver cambiato la tabella delle partizioni, bisogna mandare tutto all’aria e riportare il telefono alle condizioni in cui era al momento dell’acquisto.

Ma d’altronde, non c’è niente di epico o vittorioso neanche quando il telefono si guasta e va rimandato in garanzia, e quindi bisognerà pur farlo. Visto che, come nel caso precedente, non c’è una sola guida che sia decente e completa in giro per i forum più affidabili del settore, e visto che il team DCM ci è dovuto passare più di una volta, ecco una guida nel caso vi trovaste anche voi in questa sfortunata situazione.

Prima di iniziare, la solita doverosa precisazione:

NON CI ASSIUMIAMO NESSUNA RESPONSABILITA’ RIGUARDANTE I DANNI CHE POTRESTE FARE LEGGENDO QUESTA GUIDA! VI SCONSIGLIAMO DI FARE MODIFICHE AI VOSTRI TELEFONI, RICORDATEVI CHE PROBABILMENTE INVALIDERESTE LA GARANZIA! SE PROPRIO VOLETE ESGUIRE I NOSTRI STESSI PASSI ASSICURATEVI DI CAPIRE COSA STATE FACENDO, SE NON CAPITE QUELLO A CUI STATE ANDANDO INCONTRO FERMATEVI. PENSATE AI GATTINI!

Anzichè fare cose di cui potreste pentirvi, accarezzate un gattino.

Partiamo dal fatto che nessuno dovrebbe voler eseguire questa procedura, a meno che non si trovi nella situazione di dover rimandare il telefono in garanzia. In tal caso, visto che i danni ormai sono stati fatti al momento del root, tanto vale farne altri per cercare di rimediare ai primi.

A seconda di cosa avete fatto al vostro povero telefono, avrete bisogno di più o meno strumenti per rimettere le cose a posto. Questa guida indica quali sono servite a noi (e quindi se avete il nostro stesso telefono e avete fatto le stesse cose che gli abbiamo fatto noi, allora serviranno anche a voi).

  1. Backup della rom originale (eseguito subito dopo aver effettuato il root con unrevoked, se siete stati bravi).
  2. HTC Sync – Questo è necessario perchè contiene dei driver di cui abbiamo bisogno. Di conseguenza occorre anche
  3. Un PC Windows perchè HTC Sync su quello gira.
  4. HTC RUU appropriato per il telefono – Questo eseguibile ripristina il telefono alle condizioni originali. Vedremo in dettaglio quale scegliere.
  5. Android SDK # – Questo l’avete installato per fare il root se avete seguito la nostra guida.
  6. Fastboot utility – Questo anche.
  7. Tabelle delle partizioni stock (bravo_alphaspl.img) #
  8. HBOOT sovrascrivibile (bravo_downgrade.img) #

Ora che abbiamo tutti i pezzi al loro posto, vediamo cosa dobbiamo fare e perchè.

Chiedete di RUU

Prima di procedere, occorre recuperare il RUU (Rom Update Utility) adatto al proprio telefono. Il RUU appropriato dipende principalmente dall’avere un telefono no-brand o brandizzato in qualche modo, e può dipendere anche dalla versione del telefono (Esistono Desire con diversi tipi di schermo, e ciascuna ROM ha i driver adatti ad un certo tipo di schermo). Se sbagliate rom il telefono non si aggiornerà a meno che non abbiate inserito una goldcard, ma se non sapete neanche di cosa si parla, probabilmente non è questo il caso. Se invece avete una goldcard infilata nel vostro slot SD, allora state attenti a prendere la RUU giusta, perchè le goldcard possono forzare l’installazione della ROM e quindi restituirvi un Desire perfettamente funzionante, a parte per lo schermo.

Nel nostro caso, avendo testato questo intervento su Desire no-brand comprati poco dopo il rilascio in Italia, abbiamo trovato che la RUU

RUU_Bravo_Froyo_HTC_WWE_2.29.405.5_Radio_32.49.00.32U_5.11.05.27_release_159811_signed.EXE

ha funzionato alla grande. Se non è questo il vostro caso, purtroppo non possiamo darvi ulteriori informazioni. Comunque potete trovare una grande collezione di RUU per HTC Desire qui.

Per assicurarvi che questa RUU possa andar bene anche per voi, avviate il telefono tenendo premuto POWER e VOLUME GIU’, dovreste leggere questa scritta in verde:

BRAVO PVT1 (bla bla)

Se invece trovate PVT2 o altro, non so se questo stesso RUU funzionerà. Ci spiace!

Bene, ora che abbiamo il RUU giusto vediamo di fare le cose che dobbiamo fare nel modo in cui devono essere fatte!

Preparazione

Salterò i dettagli riguardo la preparazione dell’ambiente tramite l’installazione dell’Android SDK e di FASTBOOT visto che ne abbiamo parlato nello scorso articolo. Sappiamo che lì la guida era per Linux, ma non è colpa nostra se HTC Sync su Linux non c’è. Abbiamo dovuto fare un paio di riavvii per passare da un sistema all’altro, ma non è stato un grosso problema, in fondo avrete bisogno di Linux solo in un momento preciso. Sia nell’articolo precedente, che in questo è stata inserita la procedura parallela per Windows con lo scopo di evitare l’utilizzo di Linux, ma ci teniamo a specificare che utilizzando questa procedura non si guadagna comunque in semplicità.

Per prima cosa, facciamo un backup della ROM del telefono (meglio abbondare con i backup) riavviandolo da ClockWorkMod (POWER e VOLUME GIU’ e poi selezionare RECOVERY) e poi scegliamo di eseguire il backup della ROM dal menu backup/restore.

Promemoria

Ricordatevi che dentro ClockWorkMod dovete usare i tasti volume su/giù per scorrere le voci e la trackball ottica per confermare, mentre quando vi trovate nel bootloader dovrete usare il tasto POWER per confermare le scelte.

Fatto questo, abbiamo fatto una copia di backup del backup (?) trasferendolo su computer, per poter ripristinare il telefono quando tornerà indietro dopo essere stato in assistenza. Contemporaneamente abbiamo anche inserito nella cartella backup di ClockWorkMod sulla SD il vecchio backup della ROM, quello effettuato subito dopo aver eseguito unrevoked per la prima volta.

Rimettere le partizioni a posto

Se avete cambiato la tabella delle partizioni con quella del Nexus ONE, come indicato nel nostro precedente articolo, allora per poter ripristinare il backup che contiene la ROM con HTC Sense occorre prima rimettere la tabella delle partizioni a posto. Se non l’avete fatto, potete saltare questo passaggio ed andare al paragrafo successivo. Per fare questo potete utilizzare la rotella del vostro mouse, le scrollbar del browser, o le vostre dita nel caso abbiate un dispositivo touch-screen. Per ripristinare le partizioni, invece, avrete bisogno dell’android SDK e dell’utility FASTBOOT (quindi del sistema Linux o Windows configurato precedentemente) e della tabella delle partizioni stock (bravo_alphaspl.img) che trovate sul sito di Alpharev. Per poter flashare questa tabella dovrete avviare il telefono in modalità FASTBOOT scegliendo l’apposita voce dal menu che appare avviando il telefono con POWER e VOLUME GIU’. Andiamo nella cartella Android SDK\tools\ al cui interno dovrebbe trovarsi il file fastboot (ce l’abbiamo messo nello scorso articolo) e salviamo anche il file bravo_alphaspl.img nella stessa cartella. A questo punto possiamo lanciare una finestra di terminale/prompt di Windows e, dopo esserci spostati nella cartella Android SDK/tools, digitiamo i seguenti comandi (uno alla volta, e solo se il precedente ci da esito positivo):

Avviso Importante

È possibile utilizzare la configurazione ed i comandi da Windows ESCLUSIVAMENTE se durante questa procedura non sono installati all’interno del Sistema Operativo HTC Sync e relativi driver, perciò disinstallate l’intero pacchetto fino a nuovo ordine!

Step 1:

LINUX: sudo ./fastboot flash hboot bravo_alphaspl.img
WINDOWS: fastboot flash hboot bravo_alphaspl.img

Step 2:

LINUX: sudo ./fastboot reboot-bootloader
WINDOWS: fastboot reboot-bootloader

Step 3:

LINUX: sudo ./fastboot erase cache
WINDOWS: fastboot erase cache

 

Il paragrafo successivo

Se siete arrivati qui vuol dire che avete una tabella di partizioni tale da poter ripristinare il vecchio backup. Per farlo avviamo ClockWorkMod recovery e, dopo aver cancellato data factory/reset, selezioniamo il backup da ripristinare dal menu backup/restore. Riavviamo il telefono per assicurarci che tutto funzioni (Il flashing del vecchio backup contenente il sistema originale, serve principalmente per due motivi: per primo allo scopo di controllare che il partizionamento sia andato a buon fine, secondariamente perchè la procedura di ripristino alle condizioni stock necessita di partire da telefono acceso in modalità “HTC Sync”; per esseri chiari questo significa che anche se il sistema attualmente installato è il Sense originale, non sarà quello che inseriremo nel telefono alla fine della procedura di un-rooting). A questo punto dobbiamo eseguire un downgrade di HBOOT per poter impostare nuovamente il flag di sicurezza su S-ON.

Se non avete mai spostato il flag di sicurezza da S-ON a S-OFF (indizio: se avete cambiato la tabella delle partizioni allora avete anche cambiato questo flag) allora potete saltare il resto di questo paragrafo.

Perchè tutto questo sbattimento?

Non c’è scritto in maniera chiara da nessuna parte (ad oggi) su Internet che occorre eseguire questa procedura. Questo probabilmente perchè è possibile saltarla senza danni al telefono, ma questo non riporterebbe il terminale esattamente nelle condizioni stock (dopo 2 anni di esperienza con parecchi terminali HTC Desire, il team DCM può affermare che c’è una buona probabilità che questa procedura sia necessaria per assicurarsi di rientrare nei criteri di garanzia HTC). Infatti a questo punto, se avviate tenendo premuto POWER e VOLUME GIU’ la prima riga che vi apparirà davanti indicherà ancora il nome di Alpharev in color magenta. Un’analisi attenta da parte del servizio assistenza potrebbe dedurre da questa scritta che il telefono ha i flag di sicurezza disattivati (S-OFF) e che è stato dunque manomesso. Il ripristino firmware di HTC tramite il RUU non sovrascrive il HBOOT di Alpharev perchè questo ha un numero di versione molto grande (6.97 nel nostro caso), e dunque maggiore di quello contenuto nel RUU stesso (0.93.0001 sempre nel nostro caso) (le versioni di HBOOT possono cambiare a seconda del periodo d’acquisto o in seguito a interventi dell’assistenza tecnica HTC sul dispositivo; le versioni originali più comuni sono 0.93.0001 e 1.02.0001).

Ora che sappiamo perchè dobbiamo fare quello che dobbiamo fare, facciamolo. La procedura è identica a quanto fatto precedentemente, copiamo il file bravo_downgrade.img nella cartella tools dell’Android SDK e dal terminale che avevamo aperto in precedenza lanciamo questi comandi:

Step 1:

LINUX: sudo ./fastboot flash hboot bravo_downgrade.img
WINDOWS: fastboot flash hboot bravo_downgrade.img

Step 2:

LINUX: sudo ./fastboot reboot-bootloader
WINDOWS: fastboot reboot-bootloader

Step 3:

LINUX: sudo ./fastboot erase cache
WINDOWS: fastboot erase cache

A questo punto, riavviando nuovamente in recovery vedrete che la scritta in alto sarà stata modificata in “Alpharev Unlock”. Siamo pronti per l’ultimo passaggio.

L’ultimo passaggio

Per l’ultimo passaggio avremo bisogno di Windows e di HTC Sync: quindi installatelo se non l’avete ancora fatto o reinstallatelo se lo avete rimosso. Ora avviate il telefono e collegatelo al computer. Quando vi verrà richiesto, scegliete HTC Sync come modalità di connessione ed attendete per assicurarvi che la connessione abbia successo e Sync dal computer riconosca il telefono.

A questo punto è veramente tutta discesa, vi resta solo da avviare il RUU appropriato per il vostro telefono, e seguire le istruzioni a schermo. Non dovrete fare altro che premere avanti un paio di volte e mettere un paio di spunte DOPO aver letto cosa c’è scritto intorno alle caselle in questione. Se doveste incontrare problemi con il RUU provate a seguire i consigli indicati nel leggimi (accessibile dalla prima schermata del RUU) oppure con un RUU differente. Al termine dell’operazione il telefono si riavvierà e sarà come nuovo, pronto per essere spedito in garanzia.

Oppure rovinato in maniera grave, ma d’altronde questi sono i rischi del mestiere.

Con questa tipologia di intervento, la versione di HBOOT ripristinata sarà sempre la 0.93.0001, a prescindere da quella da cui siete precedentemente partiti, questo vuol dire che un occhio tecnico PARTICOLARMENTE attento, potrebbe comunque notare che il telefono contiene una versione di HBOOT insolitamente vecchia, pregate soltanto che l’assistenza non se ne curi (nel caso lo facesse c’è la possibilità che escludano il vostro terminale dalla garanzia) e che HBOOT non venga aggiornato a versioni attualmente inaccessibili da Alpharev o Revolutionary, altrimenti al ritorno dalla garanzia, il telefono potrebbe non essere nuovamente partizionabile ma comunque rootabile.

Speciali ringraziamenti a:

MikiPlus per aver avuto la fortuna di avere il Desire più rotto degli altri e di essere stato quindi costretto ad aggiornare la guida.

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Luigi è un famoso tubaiolo italoamericano, fratello di un altrettanto famoso tubaiolo italoamericano. In realtà il Luigi in questione è un omone grosso così, con quindicimila idee in testa di cui zero virgola due concretizzate. Questo sito contribuisce ad alzare la media delle cose concretizzate. Altro...

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